Mahmoud Ahmadinejad è stato riconfermato a furor di popolo come Presidente della Repubblica islamica d'Iran.
Il 65% degli iraniani ha espresso la sua fiducia verso il Presidente uscente, bocciando ancora una volta i "moderati riformisti" di Mussavi.
Il verdetto elettorale, però, non è andato giù ai poteri forti della politica mondiale, vedi Usa e Israele.
Questi infatti, utilizzando la vecchia arma dei massa media, che tanto successo ha nel nostro occidente, hanno avviato una vera e propria campagna di controinformazione in Iran e nel mondo.
A dimostrazione di ciò vi sono i numerosi appelli degli Usa verso gli iraniani a filmare e diffondere video su You Tube e i vari social networks, col preciso intento di supplire alle restrizioni imposte dal governo iraniano ai giornalisti stranieri giunti a Teheran.
E' ovvio che l'obiettivo americano è quello di mettere al governo del Paesi i riformisti, non propriamente filo-Usa, ma sicuramente più facilmente influenzabili rispetto ai conservatori di Ahmadinejad, appoggiati dalla guida spirituale del Paese Khamenei.
Maestose manifestazioni di piazza sono state indette a Teheran, con i partecipanti che sventolavano cartelli plastificati e scritti al computer in perfetta lingua inglese... Quasi fossero stati distribuiti da misteriosi terzi.
Un tentativo di colpo di Stato in pieno stile Usa quindi.
Dopo tutto questa è la nuova tattica adottata dal pacifista Obama: anzi che aggredire esplicitamente i Paesi nemici, come fece Bush, è meglio fingere una convergenza (vedi il vaneggiante "discorso all'Islam" del Cairo) per poi attaccare dall'ombra, mediante appunto un vero e proprio colpo di Stato.
Obama è più pericoloso di Bush: preferisce agire da dietro le quinte, ponendo la mano da un lato, e infilzandoti alle spalle dall'altro. La sua sporca faccia nera da benefattore alla Martino Lutero Re non è altro che la maschera che si è messo un intero Paese, il primo degli Stati-canaglia, che da settant'anni altro non fa che spargere guerra, discordia e morte nel mondo spacciandola per libertà e democrazia.
I risultati sono la disarmante Europa di oggi, senza più capo né coda, i risultati sono l'Iraq che muore di fame ma che vince i campionati asiatici di calcio, i risultati sono milioni o forse miliardi di persone nel mondo costrette a vivere sotto l'umiliante giogo straniero, che compra la libertà e la dignità di un popolo in cambio del consumismo e della lussuosità più immorali.
Vergognati Obama, vergognatevi americani e vergognatevi europei, che guardate dalle vostre usurate poltrone l'ennesimo tracollo di un Paese libero.
giovedì 18 giugno 2009
Il putsch della birreria di Teheran
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2 commenti:
Devo dire che il coraggio non ti manca e che hai la forza di dire cose molto impopolari. E' evidente che le due potenze da te citate, stanno destabilizzando il mondo. A questo punto, manca solo la Patagonia. Non che mi sia simpatico Ahmadinejad e le teocrazie in generale, ma buttare per aria a casa d'altri è un principio malsano.
Beh, in effetti questi Basij ricordano tanto le camice nere...
M
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